Spazi civici a Cagliari: il problema ( che non si vuole affrontare) è la gestione

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La vicenda del “palazzo sorcesco”. Ristrutturazione (sa fabbrica de Sant’Anna) e il problema (mai affrontato adeguatamente) della gestione*. Oggi su L’Unione Sarda. Aladinews ne parla da tempo.
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* lampadadialadmicromicroPer la gestione di questo come di altri spazi/edifici occorre un apposito regolamento che il Comune di Cagliari non ha ancora adottato (nonostante le promesse anche a fronte delle nostre sollecitazioni**), dovendo ricorrere pertanto quando necessario a regolamentazioni ad hoc, che si prestano a critiche in fatto di dubbia imparzialità nelle scelte dei contraenti. Siamo fiduciosi che la prossima Amministrazione affronterà questa problematica non appena insediata. Al riguardo chiediamo che i candidati Sindaci inseriscano questo impegno nei programmi con i quali si presentano e chiedono il voto agli elettori (Francesca Ghirra e Matteo Lecis Cocco-Ortu conoscono bene l’argomento, che era stato oggetto di un incontro con l’Osservatorio dei beni comuni della Sardegna). Ne terremo conto. Noi assicuriamo fin d’ora la nostra collaborazione.
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UN ESERCIZIO GIAPPONESE. Città di Cagliari. REGOLAMENTO SULLA COLLABORAZIONE TRA CITTADINI E AMMINISTRAZIONE PER LA CURA, LA GESTIONE CONDIVISA E LA RIGENERAZIONE DEI BENI COMUNI URBANI       [Aladinews 4 marzo 2017]
BC Viale Merellolampada aladin micromicroAbbiamo preso il Regolamento di Torino e l’abbiamo letteralmente ricopiato sostituendo a Città di Torino Città di Cagliari. E’ solo un esercizio alla “giapponese”, come si diceva un tempo perché erano i giapponesi i maestri del ricopiare/imitare. Oggi, invece, sono considerati tali soprattutto i cinesi. A prescindere, in questo caso vogliamo solo sostenere che a redigere un regolamento sui beni comuni urbani, di cui la Città di Cagliari è priva, basta poco: basta appunto copiare intelligentemente dalle migliori regolamentazioni (a cui corrispondano buone pratiche) conosciute. Noi vorremmo però arrivare all’approvazione formale di un regolamento (da parte del Consiglio comunale) attraverso un percorso di condivisione con i cittadini attivi e le loro organizzazioni associative. Spetta al Comune e, in particolare ai consiglieri comunali (tutti: di maggioranza e di minoranza) e, ovviamente, al Sindaco e alla Giunta, di avviare questo percorso partecipativo per arrivare rapidamente alla meta. Al riguardo il Laboratorio sulla Sussidiarietà (www.labsus.org) guidato dal prof. Gregorio Arena fornisce ogni necessario e qualificato supporto. Spetta poi all’Amministrazione comunale di dotarsi di un’adeguata organizzazione di carattere gestionale perché tutto venga concretamente attuato nel migliore dei modi. (Franco Meloni direttore di Aladinews e componente dell’Osservatorio Beni Comuni della Sardegna).


** Dal verbale di un incontro tra il presidente del Consiglio comunale di Cagliari Guido Portoghese e esponenti dell’Osservatorio sui beni comuni della Sardegna del 6 novembre 2017:
Osservatorio Beni Comuni Sardegna pagina fb.
Pubblicato da Franco Meloni. 6 novembre 2017.
“Come previsto, stamane abbiamo incontrato Guido Portoghese, presidente del Consiglio comunale di Cagliari, al quale abbiamo presentato il nostro Osservatorio e richiesto che il Comune di Cagliari adotti il “regolamento per la gestione dei beni comuni urbani”. La nostra delegazione era formata da Paolo Erasmo, Gianluca Frongia, Franco Meloni e Stefano Meloni. L’incontro è stato cordialissimo e produttivo, infatti il presidente, che è sembrato convinto della nostra proposta, si è impegnato ad avviare la procedura per l’adozione del “regolamento” attraverso un processo partecipativo, affidando tale compito a una Commissione consiliare (ancora da decidere quale sulla base di una valutazione di affidabilità e di efficacia dello stesso). Una prima tappa ravvicinata sarà l’organizzazione di un Convegno sul tema, dove saranno illustrate buone pratiche presenti in Italia, anche sostenute da qualche riflessione teorica (al riguardo abbiamo dato qualche suggerimento)”.

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– Mercoledì 16 maggio alle ore 17,30 allo Studium franciscanum di via principe Amedeo 22, incontro organizzato dagli Amici sardi della Cittadella di Assisi, in collaborazione con Alpo, CoStat, Comunità San Rocco. L’iniziativa ha l’appoggio di altri organismi di carattere socio-culturale e sindacale.
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RdC. DOCUMENTAZIONE IN RETE.

Finlandia, verso la fine l’esperimento del reddito di cittadinanza: il governo è pronto a prendere altre strade

Ha coinvolto 2 mila cittadini, che hanno ricevuto 560 euro al mese. Al termine del progetto però verrà introdotto un nuovo sistema di sostegno contro al disoccupazione

Il piano era stato elogiato a livello internazionale e desta ancora interesse, ma il governo finlandese sembra voler prendere altre strade. Inizialmente si prevedeva invece che dovesse essere ampliato per coinvolgere anche altre figure di lavoratori, ma l’esecutivo ha appena varato un provvedimento che richiede ai disoccupati di trovare almeno 18 ore di lavoro in 3 mesi per non perdere i sussidi statali. Secondo il ministro delle Finanze Petteri Orpo, inoltre, il Paese andrà verso un percorso più simile al modello inglese, che combina vari benefici e crediti d’imposta in un unico sistema.

L’idea del reddito di cittadinanza era stata portata avanti dopo che gli studiosi avevano rilevato che le indennità di disoccupazione erano così alte e il sistema così rigido, che a un cittadino disoccupato poteva scegliere di non lavorare perché rischiava di rimetterci: più alti erano i suoi guadagni, infatti, e minori erano i benefici sociali.
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