Regolamento gestione partecipata dei beni comuni urbani: il modello Torino

Regolamento gestione partecipata dei beni comuni urbani: il modello Torino
https://www.labsus.org/2020/06/il-nuovo-regolamento-per-il-governo-dei-beni-comuni-della-citta-di-torino/?fbclid=IwAR2mwTbR6-0MXUKMdhH-yri1TWISXEZLedicJ8XuKfx3P1kNlNz2keljwl4
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Trasformare il mondo per salvarlo. Il comune campo di impegno per l’umanità tracciato dalla Laudato si’ e dall’Agenda Onu 2030 sullo sviluppo sostenibile.

Venerdì 20 dicembre nell’aula del Consiglio comunale di Cagliari è stato presentato il dossier 2019 della Caritas della Diocesi di Cagliari. Presenti con un numeroso pubblico il presidente del Consiglio comunale Edoardo Tocco, il sindaco Paolo Truzzu, il prefetto Bruno Corda e l’arcivescovo Arrigo Miglio. Con la regia di don Marco Lai e di Maria Chiara Cugusi, dopo gli interventi delle autorità, la relazione sui contenuti del dossier è stata tenuta da Franco Manca. Mons. Franco Puddu ha invitato tutti alla Marcia nazionale per la Pace che si terrà a Cagliari martedì 31 dicembre. Ha concluso i lavori don Marco Lai che ha ringraziato tutti, ma, in modo particolare l’arcivescovo Arrigo Miglio, che, come si sa, ha chiuso il suo mandato pastorale di titolare Chiesa di Cagliari per raggiunti limiti di età, rimanendone vescovo emerito. I presenti hanno tributato un lungo e caloroso applauso, un’autentica standing ovation, al Vescovo Miglio.

Torneremo sul rapporto. Intanto anticipiamo il contributo presente nel volume del direttore Franco Meloni.
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Trasformare il mondo per salvarlo. Il comune campo di impegno per l’umanità tracciato dalla Laudato si’ e dall’Agenda Onu 2030 sullo sviluppo sostenibile.
di Franco Meloni
“Anche se voi vi credete assolti siete lo stesso coinvolti”. Così cantava Fabrizio De André in una delle sue canzoni più “dure” e “politicamente impegnate”(1), con la quale se la prendeva con i benpensanti incuranti delle ragioni del movimento della contestazione studentesca e operaia del 1968. Si tratta di un’invettiva che mi piace condividere con i lettori, separandola arbitrariamente dai fatti del passato a cui si riferisce, perché credo ben si attagli all’atteggiamento odierno di “indifferenza generalizzata” davanti a quanto sta succedendo al nostro Pianeta, attraversato da una crisi climatica ed ecologica, tanto grave e urgente da esserne minacciata la stessa sopravvivenza. Questo atteggiamento negativoriguarda innanzitutto i governanti degli Stati, a tutti i livelli, ma ad essi purtroppo si accompagna quello della stragrande maggioranza degli abitanti del Globo, noi compresi. Non voglio qui sminuire l’importanza delle reazioni alla situazione della Terra, tese a contrastarne la deriva di autodistruzione, sia per quanto attiene ai responsabili politici (e, in generale, alle classi dirigenti), sia ai cittadini, singoli e associati. Per quanto riguarda i primi, possiamo citare gli impegni presi dagli Stati nelle varie Conferenze internazionali sui cambiamenti climatici (2), e con l’Agenda Onu 2030, sulla quale mi soffermerò (3); mentre per i secondi basta rammentare le lotte dei movimenti ecologici in tutto il mondo, come quello encomiabile dei ragazzi di Fridays For Future (4). Queste iniziative vanno valorizzate e anche enfatizzate essendo precisamente nella giusta strada, ma emerge la loro complessiva inadeguatezza, rispetto alla gravità e urgenza dei problemi, così come avvertono gli scienziati competenti per materia e dotati di sensibilità culturale e sociale.
Laudato si’. L’approccio dell’ecologia integrale.
Su dette problematiche, che costituiscono una costante preoccupazione del suo pontificato fin dal suo insediamento, Papa Francesco ha scritto la “Laudato si’. Lettera enciclica sulla cura della casa comune”, datata 24 maggio 2015, autentica pietra miliare dalla quale il Papa continuamente riparte con piccole e grandi iniziative, tra le quali ultime l’istituzione della «Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato» il primo settembre di ogni anno, con le connesse iniziative del «Tempo del Creato» (5), e lo storico Sinodo sull’Amazzonia, celebrato a Roma dal 6 al 27 ottobre 2019. La Laudato si’ è oggetto di studio e approfondimenti in tutto il mondo; costituisce un testo di riferimento che unifica credenti e non credenti (6) nell’impegno per la “Casa comune”. Sono innumerevoli le iniziative in tal senso e anche noi nella nostra come nelle altre Diocesi della Sardegna, abbiamo fatto e facciamo la nostra parte. Tuttavia sentiamo l’insufficienza di tale attività e di conseguenza la necessità di aumentare gli sforzi e il coinvolgimento di più soggetti. E’ anche questo lo scopo del presente articolo, nel quale non mi soffermo tanto sull’Enciclica, che comunque ne costituisce assoluto riferimento, quanto sulle iniziative “laiche” che sono consonanti con l’impostazione complessiva della stessa. Il documento laico più vicino all’Enciclica, che ha analogo “respiro”, è appunto l’Agenda Onu 2030. Vedremo più avanti. Intanto ci piace riportare dalla Laudato si’ l’appello di Papa Francesco, che ne sintetizza lo scopo ultimo, unendo le preoccupazioni alla Speranza sostenuta dal riconoscimento di quanto di positivo già si fa. (Laudato sì’, 13, 14) “13. La sfida urgente di proteggere la nostra casa comune comprende la preoccupazione di unire tutta la famiglia umana nella ricerca di uno sviluppo sostenibile e integrale, poiché sappiamo che le cose possono cambiare. Il Creatore non ci abbandona (…). L’umanità ha ancora la capacità di collaborare per costruire la nostra casa comune. Desidero esprimere riconoscenza, incoraggiare e ringraziare tutti coloro che, nei più svariati settori dell’attività umana, stanno lavorando per garantire la protezione della casa che condividiamo. Meritano una gratitudine speciale quanti lottano con vigore per risolvere le drammatiche conseguenze del degrado ambientale nella vita dei più poveri del mondo. (…) 14. Rivolgo un invito urgente a rinnovare il dialogo sul modo in cui stiamo costruendo il futuro del pianeta (…) Il movimento ecologico mondiale ha già percorso un lungo e ricco cammino, e ha dato vita a numerose aggregazioni di cittadini che hanno favorito una presa di coscienza. Purtroppo, molti sforzi per cercare soluzioni concrete alla crisi ambientale sono spesso frustrati non solo dal rifiuto dei potenti, ma anche dal disinteresse degli altri. Gli atteggiamenti che ostacolano le vie di soluzione, anche fra i credenti, vanno dalla negazione del problema all’indifferenza, alla rassegnazione comoda, o alla fiducia cieca nelle soluzioni tecniche.(…)”.
Dell’Enciclica voglio rimarcare in modo particolare un concetto chiave, quello dell’ECOLOGIA INTEGRALE. Dice il Papa (Laudato si’, 137):  ”Dal momento che tutto è intimamente relazionato e che gli attuali problemi richiedono uno sguardo che tenga conto di tutti gli aspetti della crisi mondiale, propongo di soffermarci adesso a riflettere sui diversi elementi di una ecologia integrale, che comprenda chiaramente le dimensioni umane e sociali.”. Dunque: l’ECOLOGIA AMBIENTALE, ECONOMICA E SOCIALE, l’ECOLOGIA CULTURALE, l’ECOLOGIA DELLA VITA QUOTIDIANA, IL PRINCIPIO DEL BENE COMUNE, LA GIUSTIZIA TRA LE GENERAZIONI, tutti ingredienti compresi nell’accezione “Ecologia integrale”, che come vedremo, vengono puntualmente ripresi nell’Agenda Onu 2030, forse senza un confortevole respiro religioso, ma tale è il valore aggiunto che caratterizza il sentire dei credenti e non solo (6). Vi invito a soffermarvi innanzitutto sul “preambolo” del documento dell’ONU, proprio per evidenziarne la consonanza con la Laudato si’ (che lo ha preceduto), quasi come risposta concreta all’appello del Papa, anzi sembra davvero che lo abbia scritto lui, sicuramente, penso io, ha contribuito ad ispirarlo.
Trasformare il nostro mondo: l’Agenda Onu 2030 per lo Sviluppo Sostenibile approvata il 25 settembre 2015, dall’Assemblea generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite.
“PreamboloQuest’Agenda è un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità. Essa persegue inoltre il rafforzamento della pace universale in una maggiore libertà. Riconosciamo che sradicare la povertà in tutte le sue forme e dimensioni, inclusa la povertà estrema, è la più grande sfida globale ed un requisito indispensabile per lo sviluppo sostenibile. Tutti i paesi e tutte le parti in causa, agendo in associazione collaborativa, implementeranno questo programma. Siamo decisi a liberare la razza umana dalla tirannia della povertà e vogliamo curare e salvaguardare il nostro pianeta. Siamo determinati a fare i passi audaci e trasformativi che sono urgentemente necessari per portare il mondo sulla strada della sostenibilità e della resilienza. (…) . PersoneSiamo determinati a porre fine alla povertà e alla fame, in tutte le loro forme e dimensioni, e ad assicurare che tutti gli esseri umani possano realizzare il proprio potenziale con dignità ed uguaglianza in un ambiente sano.PianetaSiamo determinati a proteggere il pianeta dal degradazione, attraverso un consumo ed una produzione consapevoli, gestendo le sue risorse naturali in maniera sostenibile e adottando misure urgenti riguardo il cambiamento climatico, in modo che esso possa soddisfare i bisogni delle generazioni presenti e di quelle future. ProsperitàSiamo determinati ad assicurare che tutti gli esseri umani possano godere di vite prosperose e soddisfacenti e che il progresso economico, sociale e tecnologico avvenga in armonia con la natura. PaceSiamo determinati a promuovere società pacifiche, giuste ed inclusive che siano libere dalla paura e dalla violenza. Non ci può essere sviluppo sostenibile senza pace, né la pace senza sviluppo sostenibile.CollaborazioneSiamo determinati a mobilitare i mezzi necessari per implementare questa Agenda attraverso una Collaborazione Globale per lo sviluppo Sostenibile, basata su uno spirito di rafforzata solidarietà globale, concentrato in particolare sui bisogni dei più poveri e dei più vulnerabili e con la partecipazione di tutti i paesi, di tutte le parti in causa e di tutte le persone.”
Occorre evidenziare il carattere fortemente innovativo dell’Agenda, nella misura in cui si basa su un chiaro giudizio sull’insostenibilità dell’attuale modello di sviluppo (in particolare di quello egemone capitalistico neo liberista), non solo sul piano ambientale, ma anche su quello economico e sociale. Si afferma pertanto una visione integrata delle diverse dimensioni dello sviluppo. Tutti i Paesi – senza distinzioni tra Paesi sviluppati, emergenti e in via di sviluppo, anche se evidentemente le problematiche possono essere diverse a seconda del posizionamento socio-economico – devono impegnarsi a definire una propria strategia di sviluppo sostenibile che consenta di raggiungere gli SDGs entro il 2030. Rispetto a tali parametri, ciascun Paese viene valutato periodicamente sui risultati conseguiti all’interno di un processo coordinato dall’Onu e dagli Stati nazionali, auspicabilmente sostenuto dalle opinioni pubbliche nazionali e internazionali. L’attuazione dell’Agenda richiede pertanto un forte coinvolgimento di tutte le componenti della società, dalle imprese alle pubbliche amministrazioni, dalla società civile, al volontariato e alle entità del terzo settore, dalle università e centri di ricerca agli operatori dell’informazione e della cultura.
In questo intervento non mi occupo dei risultati conseguiti (a oltre quattro anni dal varo dell’Agenda), preferendo rimanere sui dati informativi dell’iniziativa. Dobbiamo constatare peraltro che tuttora permane una scarsa conoscenza dell’Agenda (così pure della Laudato si’) per cui è necessario incrementarne la diffusione e le iniziative di sensibilizzazione a tutti i livelli e in ogni possibile circostanza. Ci saranno sicuramente altre occasioni per effettuare opportune valutazioni, a cui non mancheremo. Per l’Italia i check-up annuali sono curati (a partire dal 2016) dall’ASviS, ultimo relativo al 2019 è stato presentato il 4 ottobre 2019 (8).
Goals e Targets (Obiettivi e Traguardi)

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Goal 1: Porre fine ad ogni forma di povertà nel mondo.

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Goal 2: Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile.

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Goal 3: Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età.

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Goal 4: Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti.

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Goal 5: Raggiungere l’uguaglianza di genere, per l’empowerment di tutte le donne e le ragazze.

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Goal 6: Garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico sanitarie.

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Goal 7: Assicurare a tutti l’accesso a sistemi di energia economici, affidabili, sostenibili e moderni.

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Goal 8: Incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un’occupazione piena e produttiva ed un lavoro dignitoso per tutti.

9goals-innovazione-e-infrastrutture

 

Goal 9: Costruire una infrastruttura resiliente e promuovere l’innovazione ed  una industrializzazione equa, responsabile e sostenibile.

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Goal 10: Ridurre le disuguaglianze all’interno e fra le Nazioni.

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Goal 11: Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili.

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Goal 12: Garantire modelli sostenibili di produzione e consumo.

13goals-lotta-contro-il-cambiamento-climatico

 

Goal 13 combattere il cambiamento climatico e le sue conseguenze.

14goals-flora-e-fauna-acquaticaGoal 14: Conservare e utilizzare in modo durevole gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile.

15goals-flora-e-fauna-terrestreGoal 15: Proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell’ecosistema terrestre, gestire sostenibilmente le foreste, contrastare la desertificazione, arrestare e far retrocedere il degrado del terreno, e fermare la perdita di diversità biologica.

16goals-pace-e-giustiziaGoal 16: Promuovere società pacifiche e più inclusive per uno sviluppo sostenibile; offrire l’accesso alla giustizia per tutti e creare organismi efficaci, responsabili e inclusivi a tutti i livelli.

17goals-partnership-per-gli-obiettiviGoal 17: Rafforzare i mezzi di attuazione e rinnovare il partenariato mondiale per lo sviluppo sostenibile.

 

L’Agenda Onu 2030 in Italia, il ruolo dell’ASviS.
In Italia l’attività del Governo sulla «Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile» per l’attuazione dell’Agenda 2030 è coordinata dal Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare in raccordo con gli altri Ministeri e con la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, sulla base della delibera del CIPE (n. 108 del 2017). Lo stesso Ministero riferisce entro il 31 dicembre di ogni anno su monitoraggio delle iniziative intraprese e sui risultati ottenuti (7). L’intera attività è efficacemente presidiata dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), costituita il 3 febbraio del 2016, su iniziativa della Fondazione Unipolis e dell’Università di Roma “Tor Vergata”, “per far crescere nella società italiana, nei soggetti economici e nelle istituzioni la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e per mobilitarli allo scopo di realizzare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile”. L’Alleanza riunisce attualmente circa 300 tra le più importanti istituzioni e reti della società civile, quali: associazioni rappresentative delle parti sociali (associazioni imprenditoriali, sindacali e del Terzo Settore); reti di associazioni della società civile che riguardano specifici Obiettivi (salute, benessere economico, educazione, lavoro, qualità dell’ambiente, uguaglianza di genere, ecc.); associazioni di enti territoriali; università e centri di ricerca pubblici e privati, e le relative reti; associazioni di soggetti attivi nei mondi della cultura e dell’informazione; fondazioni e reti di fondazioni; soggetti italiani appartenenti ad associazioni e reti internazionali attive sui temi dello sviluppo sostenibile. La Caritas italiana aderisce all’ASviS attraverso l’Alleanza contro la povertà.
L’Agenda Onu 2030 in Sardegna
Nell’intervento introduttivo all’incontro-dibattito su “Laudato si’ e Agenda Onu 2030″, tenutosi a Cagliari il 6 settembre u.s. (9) davamo conto, come organizzatori, dell’iniziativa dell’uscente Giunta presieduta da Francesco Pigliaru, che nel dicembre dello scorso anno 2018, aveva licenziato una delibera di approvazione degli indirizzi per l’attuazione dell’Agenda per lo sviluppo sostenibile in sede regionale (10). In quella circostanza demmo un giudizio positivo della delibera, seppure criticandone un’eccessivo appesantimento burocratico per gli aspetti gestionali, tuttavia riservandoci di dare sul medesimo provvedimento un parere più meditato e di fare il punto sull’intera questione, non conoscendo se l’iniziativa della Giunta Pigliaru avesse avuto seguito, cioè fosse stata “presa in carico” dalla nuova Giunta presieduta da Christian Solinas.
Al riguardo a tutt’oggi non ci risultano impegni di apprezzabile spessore politico da parte dell’Amministrazione regionale, se si eccettuano: l’organizzazione di un convegno (tenutosi a Cagliari il 25 giugno u.s.), la sponsorizzazione di un Convegno organizzato dalla Legacoop Sardegna e dall’ASviS (Cagliari, 29 novembre 2019) e iniziative collaterali nell’ambito del Festival per lo Sviluppo Sostenibile, promosso dall’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile (ASviS). Davvero troppo poco. E allora, insistiamo: chiediamo con determinazione un adeguato impegno della Regione Sarda, che a partire dalla Giunta e dal Consiglio regionale coinvolga tutti i soggetti interessati (organizzazioni e cittadini), come peraltro previsto nella citata delibera, che può essere certo modificata in meglio, facendo salva la validità del suo impianto. Evidentemente la Caritas farà la sua parte.
Conclusioni
Che dire? La prima obiezione a tutto quanto abbiamo finora sostenuto è che alle belle parole, sia pure scritte e solennemente pronunciate, non necessariamente seguono i fatti. Anzi, la politica nei nostri tempi perde sempre più di credibilità, proprio perché molti, troppi politici non sono avvezzi a rendere conto del loro agire, preoccupati più a salvaguardare gli interessi personali e di gruppi di appartenenza, lontani da perseguire il bene comune. E’ una delle ragioni fondamentali che tiene lontano dalla politica attiva molte persone perbene e, tra esse, soprattutto molti giovani. Ma tutto ciò non è ineludibile. La politica, almeno in certa grande parte può essere la “Politica con la P maiuscola” che Paolo VI ha definito “la più alta espressione della Carità”. La Laudato sì’ e l’Agenda Onu 2030 delineano un percorso virtuoso che è possibile, anzi doveroso, seguire per gli Stati, per le organizzazioni, per i cittadini tutti. Non abbiamo alternative, perché, come ammonisce la canzone di Fabrizio De André: siamo tutti coinvolti!
Ma è venuto il tempo, ed è questo…
E infine, perché l’ottimismo della volontà prevalga sul pessimismo della ragione (Antonio Gramsci), chiudo con le parole di Papa Francesco tratte dal suo messaggio in occasione della «Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato» del primo settembre 2019, che insiste con chiarezza e risolutezza a indicarci la strada su cui camminare.
“È questo il tempo per intraprendere azioni profetiche. Molti giovani stanno alzando la voce in tutto il mondo, invocando scelte coraggiose. Sono delusi da troppe promesse disattese, da impegni presi e trascurati per interessi e convenienze di parte. I giovani ci ricordano che la Terra non è un bene da sciupare, ma un’eredità da trasmettere; che sperare nel domani non è un bel sentimento, ma un compito che richiede azioni concrete oggi. A loro dobbiamo risposte vere, non parole vuote; fatti, non illusioni.
Le nostre preghiere e i nostri appelli sono volti soprattutto a sensibilizzare i responsabili politici e civili. Penso in particolare ai Governi che nei prossimi mesi si riuniranno
(11) per rinnovare impegni decisivi a orientare il pianeta verso la vita anziché incontro alla morte. (…) Scegliamo dunque la vita! Diciamo no all’ingordigia dei consumi e alle pretese di onnipotenza, vie di morte; imbocchiamo percorsi lungimiranti, fatti di rinunce responsabili oggi per garantire prospettive di vita domani. Non cediamo alle logiche perverse dei guadagni facili, pensiamo al futuro di tutti!”
Note
(1) Fabrizio De André, Canzone del maggio.
(2) La Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (United Nations framework convention on climate change, Unfccc) è stata varata durante la Conferenza sull’ambiente e lo sviluppo di Rio de Janeiro, in Brasile, del 1992. Conta l’adesione di 196 paesi. Ad essa seguono appuntamenti periodici, denominati Cop, con il compito di portare avanti i negoziati tra i paesi per cercare di contenere e ridurre le emissioni di CO2 in atmosfera e contrastare così il riscaldamento globale e i cambiamenti climatici. La prima Cop si è tenuta nel 1995. La Cop21 che si è tenuta a Parigi dal 30 novembre al 12 dicembre 2015 forse continua ad essere la più importante, ma ad essa ne sono seguite altre tre (Cop22, Marrakech, Marocco; Cop23, Bonn, Germania; la Cop24, Katowice, in Polonia, dal 3 al 14 dicembre 2018 e, ultima la Cop25, che si è tenuta a Madrid dal 2 al 13 dicembre 2019), tutte con esiti giudicati deludenti dall’opinione pubblica internazionale.
(3) Le informazioni sull’Agenda Onu 2030 sono riprese dal sito web dell’ASviS. Il testo integrale dell’Assemblea dell’Onu è si seguito riportato: http://asvis.it/public/asvis/files/Agenda_2030_ITA_UNRIC.pdf.
(4) Il movimento dei giovani per il clima Fridays For Future (FFF), ispirato dalla 16enne attivista svedese Greta Thunberg.
(5) Iniziative condivise dalla Chiesa Cattolica con la Comunione anglicana, la Federazione mondiale luterana, il Consiglio mondiale delle Chiese e l’Alleanza evangelica mondiale.
(6) Sulla distinzione tra credenti e non credenti mi piace riportare un concetto che condividevano il card. Carlo Maria Martini e il filosofo Luigi Bobbio. «La differenza più importante non è tra chi crede e chi non crede, ma tra chi pensa e chi non pensa ai grandi interrogativi dell’esistenza».
(7) Delibera CIPE 22 dicembre 2017: http://www.sinanet.isprambiente.it/gelso/rassegna-degli-strumenti-di-sostenibilita-per-gli-enti-locali/deliberaCIPE108_2017_Strastegianazionalesvilupposostenibile.pdf
(8) Rapporto ASviS 2019: https://asvis.it/rapporto-asvis-2019/
(9) Convegno organizzato dall’associazione “Amici sardi della Cittadella di Assisi” e dall’Ufficio per la pastorale sociale e del lavoro, pace e salvaguardia del creato della Diocesi di Cagliari il 5 settembre 2019. Del Convegno esiste un’ampia documentazione sul sito web della News Aladinpensiero (http://www.aladinpensiero.it/?p=100209#more-100209).
(10) Regione Autonoma della Sardegna DELIBERAZIONE N. 64/23 DEL 28.12.2018 Oggetto: Indirizzi per la costruzione della Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile (SRSvS).
(11) Il Papa fa riferimento, tra l’altro, all’(allora) imminente Summit dell’Onu sul clima, effettivamente svoltosi a New York il 23 settembre 2019. Scarsi i risultati a parere dei commentatori della stampa: “alcuni stati si sono impegnati a ridurre le emissioni di carbonio entro il 2050 ma molti di loro non hanno chiarito come intendono farlo. La Cina ha dimostrato di non essere ancora disposta ad abbandonare i combustibili fossili, l’India di non voler rinunciare al carbone, e gli Stati Uniti di non avere intenzione di rispettare gli obblighi del trattato di Parigi (da cui hanno deciso di ritirarsi il 1° giugno del 2017)”.
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Firmate per la tutela dei beni comuni!

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Comitato beni pubblici e comuni Stefano Rodotà

Il Comitato di Difesa dei Beni Pubblici e Comuni “Stefano Rodotà” si pone l’obiettivo di riportare al centro del dibattito Nazionale la questione dei “BENI COMUNI”, attraverso il progetto di legge di iniziativa popolare, depositato in Cassazione il 18 Dicembre 2018, riprendendo il testo originale del disegno di legge Rodotà.
E’ in quest’ottica che invitiamo tutti i cittadini ad aderire all’iniziativa e a promuovere la raccolta firme. Per i residenti nel Comune di Cagliari i moduli per la raccolta delle firme sono disponibili presso le sedi comunali decentrate sul territorio (ex circoscrizioni comunali), che rimangono aperte al pubblico nei giorni e negli orari più avanti segnalati.
L’iniziativa a Cagliari è sostenuta dalle riviste online Aladinpensiero, Democraziaoggi, il manifesto sardo.
Documentazione pertinente:
il testo di legge d’iniziativa popolare
I materiali informativi, sono disponibili al seguente link:http://www.aladinpensiero.it/?p=95675;
La data per la pubblicazione all’albo pretorio del Comune è (fino al) 30/07/2019;
La data di scadenza per la raccolta firme è 30/07/2019.
CAGLIARI: orari apertura uffici per la raccolta delle firme.
Gli sportelli decentrati degli uffici di Città e la Municipalità di Pirri osserveranno il seguente orario di apertura al pubblico:
Ufficio di città 4 – via Castiglione:
mattina: dal lunedì al venerdì 9.00 – 12.30 pomeriggio: lunedì 15.30 – 17.30

Municipalità di Pirri:
mattina: dal lunedì al venerdì 9.00 – 12.30 pomeriggio: martedì 15.30 – 17.30

Ufficio di città 5 – via Carta Raspi (Sant’Elia):
mattina: dal lunedì al venerdì 9.00 – 12.30 pomeriggio: mercoledì 15.30 – 17.30

Ufficio di città 2 – viale Sant’Avendrace:
mattina: dal lunedì al venerdì 9.00 – 12.30 pomeriggio: giovedì 15.30 – 17.30

Nel periodo indicato rimarranno chiusi:
Ufficio di Città n.1 – Via Santa Margherita
Ufficio di Città n.3 – Via Montevecchio

Spazi civici a Cagliari: il problema ( che non si vuole affrontare) è la gestione

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La vicenda del “palazzo sorcesco”. Ristrutturazione (sa fabbrica de Sant’Anna) e il problema (mai affrontato adeguatamente) della gestione*. Oggi su L’Unione Sarda. Aladinews ne parla da tempo.
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* lampadadialadmicromicroPer la gestione di questo come di altri spazi/edifici occorre un apposito regolamento che il Comune di Cagliari non ha ancora adottato (nonostante le promesse anche a fronte delle nostre sollecitazioni**), dovendo ricorrere pertanto quando necessario a regolamentazioni ad hoc, che si prestano a critiche in fatto di dubbia imparzialità nelle scelte dei contraenti. Siamo fiduciosi che la prossima Amministrazione affronterà questa problematica non appena insediata. Al riguardo chiediamo che i candidati Sindaci inseriscano questo impegno nei programmi con i quali si presentano e chiedono il voto agli elettori (Francesca Ghirra e Matteo Lecis Cocco-Ortu conoscono bene l’argomento, che era stato oggetto di un incontro con l’Osservatorio dei beni comuni della Sardegna). Ne terremo conto. Noi assicuriamo fin d’ora la nostra collaborazione.
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UN ESERCIZIO GIAPPONESE. Città di Cagliari. REGOLAMENTO SULLA COLLABORAZIONE TRA CITTADINI E AMMINISTRAZIONE PER LA CURA, LA GESTIONE CONDIVISA E LA RIGENERAZIONE DEI BENI COMUNI URBANI       [Aladinews 4 marzo 2017]
BC Viale Merellolampada aladin micromicroAbbiamo preso il Regolamento di Torino e l’abbiamo letteralmente ricopiato sostituendo a Città di Torino Città di Cagliari. E’ solo un esercizio alla “giapponese”, come si diceva un tempo perché erano i giapponesi i maestri del ricopiare/imitare. Oggi, invece, sono considerati tali soprattutto i cinesi. A prescindere, in questo caso vogliamo solo sostenere che a redigere un regolamento sui beni comuni urbani, di cui la Città di Cagliari è priva, basta poco: basta appunto copiare intelligentemente dalle migliori regolamentazioni (a cui corrispondano buone pratiche) conosciute. Noi vorremmo però arrivare all’approvazione formale di un regolamento (da parte del Consiglio comunale) attraverso un percorso di condivisione con i cittadini attivi e le loro organizzazioni associative. Spetta al Comune e, in particolare ai consiglieri comunali (tutti: di maggioranza e di minoranza) e, ovviamente, al Sindaco e alla Giunta, di avviare questo percorso partecipativo per arrivare rapidamente alla meta. Al riguardo il Laboratorio sulla Sussidiarietà (www.labsus.org) guidato dal prof. Gregorio Arena fornisce ogni necessario e qualificato supporto. Spetta poi all’Amministrazione comunale di dotarsi di un’adeguata organizzazione di carattere gestionale perché tutto venga concretamente attuato nel migliore dei modi. (Franco Meloni direttore di Aladinews e componente dell’Osservatorio Beni Comuni della Sardegna).


** Dal verbale di un incontro tra il presidente del Consiglio comunale di Cagliari Guido Portoghese e esponenti dell’Osservatorio sui beni comuni della Sardegna del 6 novembre 2017:
Osservatorio Beni Comuni Sardegna pagina fb.
Pubblicato da Franco Meloni. 6 novembre 2017.
“Come previsto, stamane abbiamo incontrato Guido Portoghese, presidente del Consiglio comunale di Cagliari, al quale abbiamo presentato il nostro Osservatorio e richiesto che il Comune di Cagliari adotti il “regolamento per la gestione dei beni comuni urbani”. La nostra delegazione era formata da Paolo Erasmo, Gianluca Frongia, Franco Meloni e Stefano Meloni. L’incontro è stato cordialissimo e produttivo, infatti il presidente, che è sembrato convinto della nostra proposta, si è impegnato ad avviare la procedura per l’adozione del “regolamento” attraverso un processo partecipativo, affidando tale compito a una Commissione consiliare (ancora da decidere quale sulla base di una valutazione di affidabilità e di efficacia dello stesso). Una prima tappa ravvicinata sarà l’organizzazione di un Convegno sul tema, dove saranno illustrate buone pratiche presenti in Italia, anche sostenute da qualche riflessione teorica (al riguardo abbiamo dato qualche suggerimento)”.

Beni pubblici e comuni – Ci impegnamo anche in Sardegna – Presto aggiornamenti

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giornata-mondiale-per-la-terra_contentimagesferaLA POLITICA RISPONDA ALLE ISTANZE DELLA “LAUDATO SÌ’
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– Mercoledì 16 maggio alle ore 17,30 allo Studium franciscanum di via principe Amedeo 22, incontro organizzato dagli Amici sardi della Cittadella di Assisi, in collaborazione con Alpo, CoStat, Comunità San Rocco. L’iniziativa ha l’appoggio di altri organismi di carattere socio-culturale e sindacale.
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RdC. DOCUMENTAZIONE IN RETE.

Finlandia, verso la fine l’esperimento del reddito di cittadinanza: il governo è pronto a prendere altre strade

Ha coinvolto 2 mila cittadini, che hanno ricevuto 560 euro al mese. Al termine del progetto però verrà introdotto un nuovo sistema di sostegno contro al disoccupazione

Il piano era stato elogiato a livello internazionale e desta ancora interesse, ma il governo finlandese sembra voler prendere altre strade. Inizialmente si prevedeva invece che dovesse essere ampliato per coinvolgere anche altre figure di lavoratori, ma l’esecutivo ha appena varato un provvedimento che richiede ai disoccupati di trovare almeno 18 ore di lavoro in 3 mesi per non perdere i sussidi statali. Secondo il ministro delle Finanze Petteri Orpo, inoltre, il Paese andrà verso un percorso più simile al modello inglese, che combina vari benefici e crediti d’imposta in un unico sistema.

L’idea del reddito di cittadinanza era stata portata avanti dopo che gli studiosi avevano rilevato che le indennità di disoccupazione erano così alte e il sistema così rigido, che a un cittadino disoccupato poteva scegliere di non lavorare perché rischiava di rimetterci: più alti erano i suoi guadagni, infatti, e minori erano i benefici sociali.
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